A Napoli è sempre dolce la primavera

La primavera è dolce a Napoli non solo per il clima mite e l’aria leggera ma soprattutto per le profumate prelibatezze del periodo pasquale che ritornano nelle vetrine dei bar e delle pasticcerie della città, proprio come i fiori che si preparano a sbocciare in questi mesi. Insomma, si risveglia e si fa più vivo il nostro spirito, anche se la tradizione napoletana è sempre lì.

In questa raccolta ritroviamo i dolci più golosi, come previsto dalle antiche usanze, da riprodurre a casa in occasione dell’attesissima festività di Pasqua.

Preparativi per la festività di Pasqua

Il dolce e delicato profumo dei fiori d’arancio annuncia ufficialmente l’arrivo della Primavera a Napoli.

Sia nelle nostre case che tra i vicoletti, questo annuncio è sancito dalla preparazione di una delle più antiche ricette partenopee per eccellenza: sua maestà Pastiera, un dolce nobile ma paradossalmente dalle origini basse. Ecco la sua storia.

La Pastiera napoletana: un dolce ricco di storia

Secondo un’antica leggenda tramandata nel corso dei secoli dai nostri predecessori, la Pastiera nasce in modo semplice. Come le cose più buone.

Di notte, un tempo, le mogli dei pescatori erano solite depositare sulle spiagge ceste ricche di ingredienti poveri come ricotta, frutta candita, grano, uova e fiori d’arancio, come segno di buon auspicio rivolto ai propri sposi che si allontanavano verso il mare.

Un mattino, giunte sulle coste per accogliere i pescatori, le donne notarono un particolare piuttosto curioso. Durante la nottata, le onde del mare avevano mischiato con tutta la loro forza gli ingredienti presenti nelle ceste lasciate precedentemente sul posto. Dalla curiosa miscela fu così che nacque una torta destinata ad avere un successo mondiale con il passare degli anni: la Pastiera.

Sin dal principio, la Pastiera è il dolce che celebra il ritorno della Primavera; non a caso, ha accompagnato da sempre le antiche feste pagane e ha avuto un significato connesso strettamente al senso di sacralità.

La ricotta addolcita, per esempio, rappresenta, insieme al latte e al miele, un’offerta votiva per scopi rituali tipica delle cerimonie del periodo cristiano. A questa si aggiungono il grano, simbolo di fecondità e ricchezza, e le uova, simbolo di vita nuova.

In una versione più recente ambientata nel Regno delle due Sicilie, si racconta che Maria Cristina di Savoia, soprannominata dai soldati “la Regina che non sorride mai”, dopo aver gustato una sostanziosa fetta di Pastiera, sorrise come mai aveva fatto. A questo punto, il Re esclamò: “Per far sorridere mia moglie ci voleva la Pastiera. Ora dovrò attendere la prossima Pasqua per vederla sorridere di nuovo.”

Varianti della Pastiera, dolci pasquali e altre bontà

Tra le varianti della classica Pastiera napoletana preparata con il grano, spiccano quelle a base di riso, alle nocciole e cacao e alle mandorle.

Oltre al famosissimo Casatiello che sta per tornare, insaporito da salumi, formaggi e una spolverata di pepe, ritroviamo l’alternativa dolce realizzata con un mix di frutta secca. È un panettone, sembra salato ma in fondo è un dolce. Stiamo parlando del Pane pasquale dolce, un impasto arricchito da uva passa e guarnito con uova sode.

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